Valencia in tre giorni

Sicuramente tre giorni sono pochi per scoprire Valencia ma un tour ben organizzato può farvi scoprire la vera Valencia e sicuramente vi farà ritornare.

La Cattedrale di Valencia
La barocca Puerta del Los Hierros, la romanica Puerta del Palau e la gotica Puerta de los Apostoles sono i tre portali di accesso alla Cattedrale di Valencia: una sintesi di tutta la storia architettonica della città.
Costruita nel XIII secolo, la Cattedrale sorge in luogo considerato”‘sacro” in cui già erano sorti un tempio romano prima e una moschea musulmana dopo. La visita dovrebbe avere inizio dal Miguelete, la torre che sovrasta la Cattedrale e che offre una panoramica su tutto il centro storico. Ma ciò che attira i turisti è il Santo Graal: il Calice che Gesù pare abbia utilizzato nell’Ultima Cena e custodito all’interno della Cattedrale.

La Città delle Arti e delle Scienze di Valencia
È merito dell’architetto Santiago Calatrava il progetto di quest’enorme complesso, esempio significativo dell’architettura moderna.
La Città delle Arti e delle Scienze racchiude al suo interno cinque spettacolari attrazioni: l’Oceanografic, l’Umbracle, il Palazzo delle Arti, il Museo della Scienza e l’Hemisfèric. In una predominanza di bianco, ciascun elemento che compone la Città delle Scienze è costruito secondo uno stile diverso, ma creando una perfetta armonia d’insieme. Vi risulterà impossibile riuscire a visitare tutta la struttura in un solo giorno, ma la sua spettacolarità merita la possibilità di ‘sprecare’ qualche giorno in più.

Il Barrio del Carmen a Valencia
Intorno al convento del Carmen Calzado, è sorto uno dei quartieri del centro storico di Valencia.
Il Barrio del Carmen, nel corso della sua storia millenaria, ha svolto funzioni diverse: da rifugio a caserma a luogo della prostituzione a centro dell’aristocrazia medievale fino ad essere quartiere operaio nel 1900. Oggi è uno dei posti più frequentati della città, sia di giorno che di notte. La mattina è il luogo dello shopping, tra negozi alternativi e atelier di grandi marche, di notte è il posto preferito dai giovani che vengono a rilassarsi dopo una giornata di studio o di lavoro, intrattenendosi nei vari localini che popolano il quartiere e andando ‘de copas’.

La Lonja de la Seda di Valencia
La Lonja de la Seda (Mercato della Seta) è nata come emblema dell’età d’oro di Valencia, è stata il centro delle attività commerciali e culturali agli inizi del XVI secolo.
Nel 1996 è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, come uno degli esempi più belli e meglio conservati di architettura tardo gotica in Europa. Una costruzione che da un lato intimorisce con l’imponenza della sua struttura, ma dall’altro seduce con l’eleganza dei suoi ornamenti. La Lonja è oggi sede dell‘Accademia Culturale di Valencia, spesso sede di esposizioni, nonché una delle tappe obbligate durante una visita in città.

Il Mercato Centrale di Valencia
Di fronte al magnifico edificio della Lonja sorge una struttura d’acciaio, con le vetrate colorate e le ceramiche dipinte a mano sulla facciata: è il Mercato centrale, con i suoi 959 banchi di prodotti freschi.
Un intrecciarsi di colori, odori e sapori in un gioiello dell’architettura modernista. Il Mercato è suddiviso in due parti: da un lato la frutta e la verdura, provenienti dalla huerta valenciana (zona di terre agricole a sud di Valencia); dall’altro un tripudio di carni, tra le quali primeggiano i prosciutti di Salamanca, e di pesci, con i banchi che offrono vere e proprie ‘cascate’ di crostacei: un piacere non solo per il palato.

I Giardini del Turia di Valencia
Valencia è un esempio di città sorta lungo le rive di un fiume. Il fiume Turia se, da un lato, ha favorito lo sviluppo dell’insediamento urbano, dall’altro, è stato causa di continui straripamenti ed inondazioni.
Dopo l’ultima inondazione del 1957, le autorità hanno deciso di deviare il corso del fiume, e dove prima era il suo letto ora sorgono i Giardini del Turia: un’oasi di verde e di pace in pieno centro urbano. Tra pini, oleandri e palme potrete trascorre qui il vostro tempo libero, facendo una corsetta tra i viali o sfruttando uno dei servizi sportivi che i Giardini offrono. L’attrazione principale del parco è una scultura monumentale di Gulliver, lunga 70 metri, ispirata al personaggio di Jonathan Swift. Rampe, scivoli e scale permettono ai “lillipuziani” (cioè voi), di passeggiare sul corpo del gigante.

Il porto, le spiagge e la Riserva di Valencia
Dopo decenni in cui il porto e le attività industriali avevano creato disastri, Valencia si è ripresa il mare e le spiagge. La zona del porto, chiamata oggi Marina Real Juan Carlos I, è stata riqualificata.
Dall’edificio “Veles e Vents” si può ammirare una splendida vista sul mare e godersi il sole in tutto relax. Da qui parte una bella passeggiata sul Lungomare che porta alle spiagge cittadine di Les Arenas e Malvarrosa con acqua limpida premiata dalla Bandiera Blu europea. Se amate la natura, a poca distanza c’è la Riserva di Albufera, il più grande lago di Spagna. Ci si arriva con la linea 25 degli autobus urbani, in meno di un’ora e per soli 1,50 € a tragitto. C’è anche l’Albufera Bus Turistic che permette di esplorare il parco nei minimi dettagli, compresa un’escursione in barca.

Cosa mangiare a Valencia
Molti non lo sanno, ma la paella è un piatto tipico di Valencia, anche se si mangia in tutta la Spagna.
Ma la vera paella si mangia qui, nei ristoranti ma ancora meglio nei chioschi di strada, come quello fuori al Mercato Centrale. La paella di Valencia è fatta con pollo o coniglio, senza frutti di mare, anche se è facile trovare anche la versione marisco con frutti di mare e crostacei. La cucina di Valencia è tipicamente mediterranea, quindi abbondano i piatti di pesce, e man mano che ci si sposta nell’entroterra, si possono assaporare anche ottime carni, mentre la huerta valenciana, a sud della città, offre un’abbondanza di frutta e verdura. Abbondano le mandorle e il miele, alla base del dolce più tipico: il torrone. Una bevanda tipica che vi offriranno ovunque, soprattutto d’estate, è l’horchata de chufo. Non fatevi ingannare dal nome: non è l’orzata che beviamo in Italia, ma il succo farinoso di un tubero di fiume.

Una risposta a “Valencia in tre giorni”

  1. ottimo sei un ottima guida turistica ed è una cosa bella sapere già i luoghi dove visitare

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