Cosa vedere a: Malta

Malta, isola a sud della Sicilia, facilmente raggiungibile e molto economica, ideale per una vacanza lampo di qualche giorno per ammirare le sue meraviglie.
Propongo un elenco di luoghi da visitare che assolutamente non si possono perdere una volta sbarcati sull’isola.

01. La Valletta, capitale e cuore pulsante di Malta, la sua cattedrale di San Giovanni che racchiude due opere del Caravaggio e le tombe dei Grandi Maestri dell’Ordine di Malta. Il Palazzo del Gran Maestro con la sua collezione di oltre 5.000 tra armature e armi.
Valletta ospita anche uno dei teatri più antichi d’Europa, il Teatro Manoel.
Il Fort Saint Elmo col museo della guerra al suo interno.
I giardini di Barrakka, chiamati anche Giardini Superiori di Barrakka e Giardini Inferiori di Barrakka. Quelli superiori con bei colonnati offrono una splendida vista sulle 3 città.

02. Mdina, l’antica capitale, chiamata anche la “Città Silenziosa” è una città fortificata piena di fascino e strade silenziose.

03. Rabat, appena fuori dalle mura di Mdina, siete già nell’abitato di Rabat, qui da visitare c’è la chiesa di San Paolo dove si dice che l’apostolo Paolo si rifugiò dopo essere naufragato con la sua barca. Da visitare anche le Catacombe di San Paolo e di Sant’Agata.

04. Blu Lagoon a Comino, splendida laguna con le acque turchesi. Si raggiunge in traghetto da Cirkewwa.

05. Sliema & St. Julian, sono le zone più turistiche, piene di locali e ristoranti, centro della movida maltese sempre piena di folla e di feste.

06. Marsaxlokk, è un autentico porto di pescatori, con barche colorate chiamate luzzu. Ogni domenica si svolge un tradizionale mercato del pesce. Troverete tantissime cose oltre al pesce in questo mercato.

07. St. Peter’s Pool è un’altra delle meraviglie di Malta da non perdere, vicino a Marsaxlokk si trova questa piscina naturale scavata dall’erosione, è fantastico farci il bagno.

08. Mosta, è famosa per la sua chiesa, ispirata al Pantheon di Roma. Costruita nel 1833 coi fondi raccolti dai residenti , è una delle cupole più grandi d’Europa. Famosa per ciò che accadde lì nel 1942: una bomba tedesca venne gettata su di essa, perforò la cupola e cadde dentro la chiesa durante la messa, ma senza detonare, bomba ancora conservata all’interno.

09. Blu Grotto, chiamata anche Grotta Azzurra si trova a 2 km dalla città di Zurrieq. Chiamata così dal colore blu intenso dell’acqua all’interno della grotta.

10. Templi megalitici, a Malta e a Gozo si trovano diversi templi megalitici, alcuni dei quali sono addirittura siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, costruiti tra il 4° e il 3° secolo a.C., sono i templi di Tarxien, si trovano nella città di Tarxien; templi di Hagar Qim, vicino alla città di Qrendi, a Sud di Malta; templi di Mnajdra, a soli 500m da Hagar Qim; templi di Ggantija sull’isola di Gozo.

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Cosa vedere a: Rodi

Rodi, isola del Dodecanneso, meritatamente una delle più visitate tra le isole greche. La sua attrazione principale è la città vecchia medievale, lascito dei Cavalieri di San Giovanni che usarono l’isola come base principale per le crociate dal 1309 al 1522. Da non perdere l’acropoli di Lindos e le moltissime spiagge sabbiose che hanno favorito lo sviluppo di attività balneari.

Da non perdere a Rodi:
01. Palazzo del Gran Maestro domina l’angolo nord orientale delle mura della città vecchia caratterizzato da resoconti e incisioni medievali.
02. Via dei Cavalieri, i vari alberghi lungo il percorso ospitavano i Cavalieri di San Giovanni divisi per gruppi linguistici ed etnici.
03. Piyés Kallithéas, vecchie terme di Piyés, esempio di liberty orientaleggiante del 1929 a 7 km da Rodi.
04. Faliràki con la baia di Anthony Quinn che l’attore acquistò e costruì la strada per raggiungerla fino a che negli anni 80 il regime dei Colonnelli la sequestrarono.
05. Baia di Afàndou con la pittoresca chiesa del XVI° secolodi Panayìa Katholiki.
06. Kolombya, originale villaggio rurale costruito dagli italiani prima della seconda guerra mondiale.
07. Tsambìka, a 26 km da Rodi, vanta viste inimitabili su 50km di costa.
08. Haràki, piccola e piacevole baia a mezzaluna dominata dalle rovine del castello di Feraklòs.
09. Lindòs, a 50 km da Rodi, classico villaggio greco di case bianche impilate in modo bizzarro, dominata dalla bellissima acropoli e da spiagge sabbiose.
10. Askilipiò, 9 km a sud di Lindos, placido villaggio dominato dalle rovine di un castello dei crociati e la chiesa di Kìmisis Theotòkou risalente all’anno 1060 con affreschi in condizioni straordinarie.
11. Prassonìssi, sulla punta meridionale più estrema di Rodi è considerata la mecca per i surfisti in Europa. L’istmo di Prassonìssi divide il Mar Egeo dal Mar Mediterraneo.
12. Kameiros, sulla costa occidentale, insieme a Lindos diede vita alla città stato di Rodi in epoca greca.
13. Kastro Kritinìas con la sua imponente fortezza rurale dei Crociati.
14. Lalyssos, coi suoi resti di un’antica acropoli dove Solimano il Magnifico orchestrò l’assedio di Rodi nel 1522.
15. Petaloùdhes detta anche “Valle delle farfalle”, punto di riposo delle falene tigrate, attratte per motivi ancora oggi inspiegabili dalla presenza di un particolare albero, il Liquidambar orientalis che cresce in abbondanza in questa gola.
16. Monastero di Thàrri, il monastero bizantino è l’istituto religioso più antico di Rodi con affreschi datati tra il 1300 e 1450.

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Cambogia-Thailandia, le terre del sorriso

Breve racconto di un viaggio nella terra del sorriso.


Chi è stato in Thailandia ed ha conosciuto la sua gente, non può non tornare. Così il 20 febbraio, con qualche patema di cui avremmo fatto volentieri a meno , ci troviamo in aeroporto a Malpensa per il nostro volo Airitaly che ci porterà a Bangkok. Dieci ore di volo ed eccoci atterrare al Suvarnabhumi, ritirati i bagagli senza intoppi, ci avviamo all’uscita 3 da dove parte la navetta gratuita che in circa 40 minuti ci porta all’altro aeroporto, il Dom Muang dove ad attenderci c’è il volo AirAsia per Siem Reap in Cambogia.
Espletate le formalità del visto troviamo Chhoure Chhuon la guida che avevamo prenotato dall’Italia su consiglio di Delio Sansavini (Home Paradise) al quale vanno i miei ringraziamenti. Nemmeno il tempo di prendere possesso della camera e subito tuffati nei caotici mercatini della cittadina di Siem Reap.
22 febbraio: Angkor Wat. L’emozione che ho provato davanti a queste vestigia della civiltà Kmer è paragonabile solo alla visione delle piramidi egiziane del Cairo, eppure era la mia seconda volta ad Angkor.
Meglio di me saranno le foto a descrivere il posto e le emozioni.


23 febbraio: Tonle Sap, ho voluto portare gli amici che mi hanno seguito in questo viaggio sul lago Tonle dove quattro anni fa ho visitato il villaggio galleggiante che oggi praticamente non più esistente, resta comunque emozionante la navigazione del Siem Reap River con le sue palafitte, i pescatori intenti ai lavori quotidiani prima di sfociare nell’immenso lago attraverso il quale si può raggiungere la capitale Phnom Phen a circa 160 km.
Camminando per i vari mercatini locali che abbiamo incontrato lungo la strada abbiamo potuto toccare con mano le condizioni di una popolazione certamente non ricca ma assolutamente dignitosa e sorridente. Situazioni che nel nostro modo di pensare e di vivere ad alcuni puristi potrebbero far rabbrividire.
Una serata al Koulen per lo spettacolo delle ballerine cambogiane con ottimo cibo e fiumi di birra Angkor non può mancare.


24 febbraio: Ci sveglia Chhourre coi minivan per portarci di nuovo in aeroporto dove AirAsia ci aspetta per condurci in poco meno di due ore di volo alla nostra nuova meta, Phuket o meglio Patong. Appeno preso possesso di motoretta ci avventuriamo subito alla scoperta delle spiagge che la mia memoria ricordava, così nei giorni a seguire ci siamo bagnati nelle acque della Karon Beach, della Kata Beach, Nai Harn Beach, Rawai Beach, Kamala, Surin e per ultima ma per me la più bella, Freedom Beach.
Avvincente la salita al Big Buddha, la visita alla nurserie degli elefanti, il trekking con l’elefante. 
E che dire delle rumorose serate alla Bangla Road, un grande luna park di ristoranti, pub e locali un pochino scollacciati con le sue donnine danzanti appese ai pali della lapdance, tutto questo fa un indescrivibile e caotico folklore. Potevo non passare al ristorante 99 dove lavora la splendida Bee Bee (gender) conosciuta quattro anni ed assaggiare un delizioso “chicken with cashews stir-fried” e birra Chang come se piovesse.
Una settimana a Patong passa in fretta quindi alzataccia per volare di nuovo a Bangkok, preso possesso della camera del meraviglioso Mandarin Hotel, subito ci si butta a capofitto in quel caos che è il traffico di Bangkok.
La mia precedente visita aveva tralasciato il Wat Arun (tempio dell’Aurora) sul lato occidentale del fiume, rimediato con soddisfazione alla lacuna. Nell’attesa di amici che erano in visita al Palazzo Reale ho avuto modo di conoscere un giornalista corrispondente del giornale “La Repubblica”, di origine indiana. Il tempo non era molto ma per una capatina al centro commerciale MBK e all’Hard Rock Café si trova sempre e di solito qui le carte di credito tendono a riscaldarsi per lo sfregamento, la mia è stata vicina ad incendiarsi.
E’ arrivato il 5 marzo ed è ora di radunare tutto e tornare in Italia, ahimè a causa degli attriti tra India e Pakistan il volo deve fare una grossa deviazione per evitare il sorvolo del Pakistan con un allungamento del volo di più di due ore. Atterriamo a Milano Malpensa dopo 13 ore di volo, sfiniti ma con ancora addosso i profumi, le sensazioni e le emozioni di quello che abbiamo vissuto.

Davide, 14/03/2019