A passo lento verso Finisterre…vi racconto il nostro cammino!

Anno difficile questo 2020 ma questo non ci ha fatto rinunciare al progetto che avevamo da tempo preparato, portare a termine il Cammino Francese percorso nel 2015 da Saint Jean Pied de Port a Santiago di Compostela. Quello che ci mancava era il tratto da Santiago a Finisterre-Muxia. Ho dovuto aspettare qualche tempo per via di qualche acciacco. 
Vista anche la situazione che si presentava al momento, cioè il fatto che la Galizia era tra le regioni spagnole più tranquille riguardo al Covid e la scarsissima frequenza di pellegrini ci ha fatto pensare che il momento fosse opportuno, con tutte le dovute cautele come mascherina indossata (obbligatoria in Spagna anche all’esterno), distanziamento e quant’altro.
Sei gli attori in causa, io e Cinzia accompagnati dagli amici, tutti grandi camminatori, Vania, Teana, Gibi e Sauro. Le previsioni meteo davano una settimana all’insegna dell’acqua, palesemente smentite, abbiamo preso si e no un ora di pioggia in tutto.

21 settembre – Partiti da Santiago non troppo presto, abbiamo subito preso la via dei boschi in direzione di Negreira, dopo qualche tempo il sole ha voluto accompagnarci nel nostro camminare. Breve sosta per un po di tortillas e zumo de naranca e liberare i piedi dalla scarpe poi di nuovo in cammino. 20 km percorsi fino all’Albergue Anjana, gestito da una coppia di giovani, gentilissimi e cordiali, a parte una pellegrina torinese, eravamo gli unici ad occupare l’albergue.

22 settembre – Giornata molto impegnativa per via della distanza, 29 km per raggiungere la meta di giornata, il Monte Aro. Su consiglio dell’hostelero abbiamo percorso la variante in uscita da Negreira che costeggia il Rio Barcala, molto bello anche se allunga il percorso di qualche chilometro prima della salita sulle montagne dove la nebbia rendeva agli occhi un paesaggio molto suggestivo. Pochi i paesi incontrati e tanta la strada, una seconda colazione a Vilaserio dove conosciamo Helen, una sud coreana partita da Roma.  Attraversate colline e pascoli con innumerevoli mucche libere, raffreddati i piedi quando si travavano ruscelli con acqua gelata. Appena fuori dal paesino (4 case) di As Maronas troviamo un bar dove ci si ferma per uno spuntino con già 26 km sulle gambe. A due chilometri dalla nostra meta di giornata, un sentiero sterrato si inerpica con pendenza esagerata per arrivare al Mirador de Monte Aro, bella vista ma gambe a pezzi. Finalmente all’Albergue Monte Aro, veramente carino e con ottima birra. Diccia, cena e nanna, anche qui siamo praticamente soli.

23 settembre – Visto che oggi i chilometri da percorrere sono pochi, ce la prendiamo un po più comoda, dopo il temporale della notte, per noi restano solo poche gocce di pioggia svanite dopo pochi minuti, il cielo coperto ci ha accompagnato per tutta la giornata ma niente acqua. Percorso a saliscendi tra boschi e corsi d’acqua in breve raggiungiamo Hospital, saranno si e no 20 case, nessun bar, nessun negozio, nulla. Visto che siamo arrivati molto presto e con a disposizione un appartamento tutto nostro addirittura con due bagni, meglio di così. Problema: che si fa nel pomeriggio visto che c’è il nulla assoluto? Va beh usciamo e vediamo, morale siamo stati 40 minuti a guardare la vita di un pollaio, qualche gallo e una 40ina di galline, non avevo mai osservato un pollaio e devo dire che c’è da scoprire dinamiche a noi cittadini sconosciute…. provate! Per la cena, la proprietaria, signora molto gentile e molto loquace ci ha accompagnato con la sua auto nel suo ristorante a circa un chilometro da li.

24 settembre – I chilometri da percorrere oggi sono solo 15 per raggiungere Cee, sul mare, veniamo avvisati che non incontreremo nessun paese e nessuna possibilità di trovare posti di ristoro fino a Cee. Incontriamo però 3 scalcinati pellegrini tedeschi di Berlino coi quali ci facciamo foto proprio sul bivio che a sud porta a Finisterre e a nord a Muxia. Qualche goccia d’acqua per una ventina di minuti poi più nulla e poi…… eccolo laggiù, l’oceano, non so perchè ma vederlo comparire dall’alto della montagna e vedere in lontananza la punta di Finisterre (a un giorno di cammino) fa un certo effetto, sembra quasi che tutta la stanchezza del camminare si dissolva nelle immagini che ti riempiono gli occhi. Anche a Cee siamo gli unici ospiti dell’Albergue A Casa da Fonte. Pomeriggio a spasso per la cittadina che anche se in riva al mare è più dedita alla pesca che al turismo.

25 settembre – Partiamo di buon mattino che è ancora buio, in un bar per la colazione conosciamo Marion, una pellegrina ungherese di Budapest, bella ragazza, ci siamo scambiati la concha e il “buen camino”. Lasciato Cee c’è da attraversare una altura che si rivela abbastanza impegnativa anche se corta, l’alto de San Roque e poi giù a lambire le acque dell’oceano verso Finisterre. Dopo pochi chilometri si scorge una insenatura da basso con una bella spiaggetta, che si fa, vuoi non andare? Come ci si toglie le scarpe una leggera pioggerella inizia, fortunatamente di poca intensità e durata. Ed eccoci finalmente a Finisterre, ma non è finita, il faro, il chilometro zero è a tre km quindi si prosegue. E poi eccoli li il faro di Finisterre dove gli antichi pensavano che il mondo finisse, ce l’hai davanti attorniato dall’immenso oceano, ti siedi su una roccia e guardi, guardi e pensi, non ricordo a cosa ma il fatto di essere li e di esserci arrivato solo ed esclusivamente con le mie gambe passo dopo passo, con la mia fatica e mio sudore, tutto d’incanto scompare, i polmoni si riempiono dell’aria che porta il vento marino e gli occhi che godono di immagini bellissime non riescono a nascondere l’emozione che ho e che hanno i miei compagni.

26 settembre – Ritirata la Fisterrana, con un pulmino privato raggiungiamo il santuario della Virxe da Barca a Muxia edificato sugli scogli di fronte all’Oceano Atlantico, si raggiunge salendo un promontorio spettacolare e molto scenografico, ho sentito il bisogno di sedermi a contemplare la bellezza dell’oceano, della natura e della costa circostante. Ne valeva veramente la pena.

 

Per info:
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Gira il mondo Gira (Sempar in Zir)

Una risposta a “A passo lento verso Finisterre…vi racconto il nostro cammino!”

  1. Ottimo racconto Davide. Penso sia un’esperienza da vivere in piena sintonia con la natura. Anche le foto parlano della vostra bellissima esperienza. Grazie per averla condivisa.

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